Ruota Solare

Analizzare brani musicali (scoprendo la loro tonalità, la progressione armonica o le alterazioni in chiave), improvvisarci sopra o comporne di nuovi non è mai stato tanto facile!

Uno degli strumenti che ho ideato e inserito nel mio testo “Viaggio tra le note: i segreti della teoria e dell’armonia musicale” è la ruota solare.

Prima di descrivervela devo necessariamente premettere cosa si cela dietro il suo curioso nome. Quando l’ho immaginata, il mio obiettivo era di portare un po’ di luce nella comprensione della musica e la luce, si sa, è propria del sole. Il sole da sempre illumina, riscalda e simbolicamente rappresenta uno strumento di conoscenza. Ho voluto, pertanto, richiamare proprio il sole, nel nome, nella forma (con le punte a voler simboleggiare i raggi) e nella sostanza (per la luce di conoscenza che questo strumento vuole irradiare verso tutti i lettori). Credo fermamente che la ruota solare possa rappresentare un compagno affidabile per agevolare la comprensione dell’armonia, l’esecuzione, la composizione, l’improvvisazione e in generale la capacita di fare musica d’insieme.

Musicalmente, il fulcro della ruota è rappresentato dal conosciutissimo circolo delle quinte (C,G,D etc…).

A questo si aggiunge un cerchio interno più piccolo che rappresenta la sequenza di accordi minori costruiti sul vi grado (considerando come tonica la nota del circolo delle quinte, presente immediatamente al di sopra). È proprio su questo grado che si costruisce la scala minore naturale o relativa minore. Per questo potremo anche considerare questo cerchio più interno come la successione delle “relative minori”. Sotto C avremo, quindi, l’accordo di A- mentre sotto G avremo l’accordo di E- etc…
Le punte più esterne (quelle che simboleggiano i raggi del sole) rappresentano il VII grado, considerando come tonica della scala di riferimento, la nota appena sotto.

Se dalla ruota a 12 raggi ne isoliamo tre, otterremo una figura molto simile a un diamante. Ogni diamante racchiude una miriade di informazioni.

I numeri romani denotano la progressione armonica degli accordi costruiti sulla scala. Quelli maiuscoli (I, IV, V) rappresentano gli accordi maggiori mentre quelli minuscoli (ii, iii, vi) quelli minori. Il grado con il piccolo cerchietto rappresenta, invece, il VII grado sul quale, in un’armonizzazione della scala maggiore, viene costruito un accordo semidiminuito. Consideriamo, ad esempio, come tonica C.

Guardando la ruota, a sinistra della tonica avremo il suo IV grado (sul quale sarà costruito un accordo di F maggiore) mentre alla destra il V (sul quale sarà costruito l’accordo di G7). Perfettamente sotto avremo il vi grado (con l’accordo di A-), mentre a sinistra il ii grado (accordo di D-) e a destra il iii (accordo di E-). Sopra la tonica avremo il VII grado, con l’accordo B semidiminuito. Le sigle in grassetto rappresentano sia il nome degli accordi specifici che le note della scala maggiore di riferimento.

All’interno del perimetro del diamante avremo cosi anche il nome di tutte le note che compongono la scala di C maggiore. Nel nostro caso: C, D, E, F, G, A, B o se consideriamo i gradi I, ii, iii, IV, V, vi, VII.

Questo strumento sarà utilissimo anche per comporre canzoni e improvvisare. Se sto scrivendo un brano in tonalità di C, potrò, infatti, già conoscere gli accordi sui quali sviluppare un’armonia e conseguentemente potrò più facilmente trovare soluzioni interessanti per la mia melodia. Se sto improvvisando, allo stesso modo, potrò verificare se il brano contiene progressioni armoniche strettamente connesse alla tonalità o se modula su accordi estranei a essa. Se nel brano avrò esclusivamente accordi appartenenti alla progressione costruita armonizzando la scala maggiore, sarà facile sviluppare un’improvvisazione sulla scala di C maggiore per l’intero brano. Anche se gli accordi cambiano, le note suoneranno perfettamente bene. Se invece, ad esempio, fosse presente un accordo estraneo alla tonalità di riferimento, dovrò fare attenzione e scegliere di suonare su quello specifico accordo una semplice triade o una scala modale. Ricordo, infatti, che mentre nel sistema modale c’è una stretta relazione tra un accordo e una scala, nel tonale questo rapporto s’instaura tra una serie d’accordi e una scala.

 

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