emozione sotterranea

Undercurrent, un titolo curioso che per assonanza richiama l’understatement anglosassone, quella tipica facoltà di dire senza dire, di comunicare molto senza per forza dover urlare e gesticolare. Ecco, questo disco, oltre che un capolavoro del jazz di tutti i tempi, è anche una splendida lezione di understatement da parte di due maestri dei rispettivi strumenti, incontratisi nel pieno della loro maturità artistica, ormai già consacrati, eppure entrambi privi della pretesa di primeggiare l’uno sull’altro. La chitarra è al servizio del piano e viceversa. L’obiettivo è trasmettere emozioni e questa “corrente sotterranea” ci riesce pienamente. Invisibile in superficie, ma dotata di un potente magnetismo, attira e incatena i sentimenti più profondi. Musica levigata e mai sopra le righe, capace di trascinarci e assorbirci fin dalle prime note. Tra le perle di questo album ne prediligo una: Romain. Dal minuto 4 e 35 del video postato, la progressione armonica e l’intreccio della chitarra di Jim Hall con il piano di Bill Evans, lasciano senza fiato.
Un modello di raffinatezza e poetica per un profondo Eargasm!

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