uno storico raddoppio

È giusto che i turnisti vengano totalmente esclusi dalle royalties di una canzone?

Questi musicisti professionisti, anche detti session man, session player, o sideman, vengono assunti per suonare e/o registrare in studio un preciso progetto musicale di un artista o gruppo musicale di cui non sono membri stabili.

Molti non si limitano ad eseguire una partitura già scritta, ma piuttosto contribuiscono ad idearla stravolgendo l’arrangiamento iniziale pensato dall’autore. Musicisti, a volte molto noti a volte del tutto sconosciuti, che con il loro talento e la loro inventiva hanno aiutato, quando non a volte addirittura determinato, l’affermazione di una canzone ottenendo in cambio compensi mediocri o peggio la totale indifferenza. Non sono pochi i casi, infatti, dove a questi professionisti non venga concesso nemmeno l’onore di un piccolo spazio e di una citazione nei credits del disco.

Sono stati turnisti insospettabili anche John Lennon, Paul McCartney e George Harrison. All’inizio della loro carriera i tre musicisti, allora col nome di Beat Brothers, furono sidemen di Sheridan, prima di diventare i famosi Beatles.

Gli esempi di turnisti capaci di imprimere un marchio indelebile alle canzoni sulle quali sono stati chiamati a lavorare, potrebbero essere tanti: dal basso fretless di Pino Palladino inciso nel brano di Paul Young “Wherever I Lay My Hat”, al mandolino di Ray Jackson che rende indimenticabile “Maggie May” di Rod Stewart, passando per l’organo di Al Kooper in “Like a rolling stone” di Bob Dylan.

Il più incredibile è, però, a mio avviso, il contributo di Herbie Flowers: l’inventore e l’esecutore della frase di basso di “Walk on the wild side” di Lou Reed.

La traccia ha un suono sensuale, caldo, ipnotico e insolito… c’è qualcosa di misterioso, come se i bassi fossero due. In effetti è proprio così. Herbie Flowers decise di incidere due tracce sia perché due incisioni volevano dire doppia paga ma anche e soprattutto per dare sfogo al suo fuoco creativo. Un’ispirazione che lo portò ad immaginare di raddoppiare la linea fatta inizialmente con il contrabbasso, al basso elettrico, suonandola esattamente dieci note sopra. In pratica la traccia di contrabbasso si muove sulle toniche degli accordi mentre quella del basso elettrico sulle terze maggiori suonate un’ottava sopra andando a creare armonicamente un intervallo di decima, per intenderci. L’altra caratteristica è che mentre la traccia di contrabbasso è discendente, quella del basso elettrico si muove in senso opposto. Un contrappunto bidirezionale tra le due linee melodiche che ha reso la canzone unica. A volte basta poco per fare la storia!

Uno storico raddoppio o meglio un raddoppio per la storia.

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