Accettazione

“I’m a creep, i’m a weirdo”.
Molto facile rispecchiarsi in questa frase. Quante volte ci sentiamo strani, fuori luogo; incapaci di comprendere il mondo che ci circonda e le sue dinamiche. Facile lanciare un grido di dolore rispetto a questa sensazione di alienazione.

Musicalmente il tratto distintivo del brano Creep dei Radiohead è rappresentato dalle “note morte” sulla chitarra, nel passaggio dalla strofa al ritornello. Le ghost notes, dead notes o note fantasma, sono delle note non suonate, che emettono un loro suono distinto. Si ottengono quando la mano sinistra del musicista stoppa le corde, semplicemente sfiorandole, cosi da non farle vibrare dando vita ad un suono di tipo percussivo, dall’altezza non definita. Jonny Greenwood, il chitarrista, ha dichiarato di averlo fatto perché non gli piaceva l’atmosfera tranquilla della canzone, e quindi ha colpito le corde molto forte, ricavando un rumore insolito e particolare. Dai racconti degli altri componenti della band sembra che così abbia cercato di dare una smossa alla canzone visto che non gli era piaciuto per niente come avevano suonato la prima volta. Potremmo dire che provando a rovinarlo ha fatto il pezzo. Quei tre accordi stonati sono diventati, infatti, il tratto più immediatamente riconoscibile del brano.

Alla domanda su Creep, l’autore Thom Yorke ha detto: “Ho un problema reale con l’essere un uomo negli anni ’90. Ogni uomo con qualsiasi sensibilità o coscienza verso il sesso opposto dovrebbe avere un problema. Affermare in realtà se stessi in un modo maschile prescindendo dal fatto che suono in una band hard-rock è una cosa molto difficile da fare … Si torna alla musica che scriviamo, che non è effeminata, ma non è nemmeno brutale nella sua arroganza. Si tratta di una delle cose che da sempre sto cercando di fare: affermare una personalità sessuale e, dall’altro cercare disperatamente di negarla.”

Quello che penso è che questa canzone, apparentemente triste,  nasconda un cuore felice. Una felicità scaturita dal riconoscere ciò che si è veramente. Nel testo leggo l’importanza di accettarsi per quello che si è, luce e ombra.

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