Volti mascherati

Carnaval è una composizione di Robert Schumann per pianoforte.
L’opera è sottotitolata Scènes mignonnes sur quatre notes (Piccole scene su quattro note), poiché consiste di 22 pezzi per piano uniti da un motivo ricorrente formato da una serie di 4 note che si alternano:
La, Mi bemolle, Do, Si; in tedesco A-S-C-H
La bemolle, Do, Si; in tedesco As-C-H.

Entrambe le serie musicali corrispondono al nome tedesco della città di Asch (l’odierna Aš ceca), dove nacque la fidanzata di allora di Schumann, Ernestine von Fricken, alla quale è anche dedicato un movimento del Carnaval.

Lettere curiosamente presenti nel nome stesso del compositore Schumann.

Nella composizione l’autore, all’epoca venticinquenne, racchiuse episodi, sentimenti e persone legati alla sua vita, immaginando come scenario una festa di carnevale.

Così le maschere furono depositarie dei differenti stati d’animo, sempre contrastanti, per cui a Pierrot segue Arlecchino e Pantalone si contrappone a Colombina.

I due lati della personalità del musicista, il sognatore e l’uomo d’azione, si ritrovano rispettivamente in Eusebius e Florestan, pseudonimi con i quali Schumann firmava le sue recensioni sul Neue Zeitschrift für Musik (Nuova rivista musicale), periodico da lui diretto per quasi dieci anni.

Poi c’erano le donne, da Coquette, servetta di casa Wieck, a Estrella, ovvero la dedicataria Ernestina, fino a Chiarina (Clara), la figlia di Wieck, che sarebbe in seguito diventata sua moglie dopo una lunga lotta con il padre.

Sebbene l’opera sia composta da 22 sezioni, solo 20 sono numerate; restano sciolte “Sphinxes” e “Intermezzo: Paganini”.

Di solito il movimento “Sphinxes”  viene omesso nella registrazioni o nelle esecuzioni, anche se sia Sergei Rachmaninoff che Alfred Cortot l’hanno incluso nelle loro registrazioni.

Carnaval è un lavoro molto particolare, basato su continui cambiamenti di ritmo, dove troviamo personaggi (e quindi momenti musicali) contrastanti tra di loro ma, soprattutto dove viene espresso in note l’ideale della lotta contro i filistei, i critici e i benpensanti del tempo. A questo proposito Schumann aveva creato un club “I comagni di David” e la rivista Neue Zeitschrift für Musik, una rivista di progresso musicale (ancora esistente), nata per opporsi ai vecchi metodi di insegnamento, che corrompevano il gusto e impedivano lo slancio dell’arte. Proprio sulle pagine della rivista Schumann divulgò il suo ideale romantico, e il disprezzo che provava per la borghesia conservatrice, capace di rifiutare le idee nuove solo perché tali. Sulla testata era stata posta una significativa epigrafe ripresa dal prologo dell’Enrico VIII di Shakespeare: “Coloro che vengono qui soltanto per ascoltare una commedia gaia, licenziosa e rumore di scudi cozzanti; coloro che vengono qui per vedere un buffone in veste multicolore, listato di giallo, saranno delusi nella loro aspettativa”. Fin da queste righe è chiara l’intenzione di andare contro corrente, di cercare la vera arte e di non indulgere ad alcuna moda superficiale ed effettistica. Non solo; si tratta anche di reinventare la critica musicale: non più fredde analisi tecniche bensì un gioioso immergersi nel sentimento dell’opera per poterne restituire la sua essenza spirituale al lettore.

Quando ascolto Carnaval mi piace pensare ad un ragazzo dalla mente geniale e instabile sedersi al pianoforte per dare forma alle proiezioni del suo stato d’animo. Proiezioni, perché i veloci cambiamenti di ritmo non sono altro che i turbamenti di una mente tanto geniale quanto dedita a una follia giudicata dai suoi contemporanei malata, ma che a mio avviso è solo la testimonianza di un talento compositivo e di una sensibilità con pochi eguali.

Il 12 movimento, dedicato a Chopin, è tra i miei preferiti.

La migliore interpretazione ed esecuzione è, per gusto personale, quella della pianista Myra Hess. Il 12 movimento parte dal minuto 12:52 ma se avete 30 minuti vi consiglio vivamente l’ascolto dell’intera opera.

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