Le note di Mozart


Le note di Mozart fanno bene alla pressione alta. Ricadute positive anche per l’epilessia.

No, non è uno scherzo: la musica di Mozart fa bene al cuore e ai nervi. 

La rivista scientifica Acta Cardiologica ha pubblicato uno studio specifico condotto su pazienti affetti da infarto miocardico acuto. A sessanta di questi pazienti sono state fatte ascoltare opere del grande compositore austriaco, canzoni dei Beatles e news radiofoniche. Ebbene: mentre la musica di Mozart ha fatto registrare significativi effetti positivi (sostanziale riduzione della pressione sanguigna sistolica), i brani dei Fab Four e le notizie di attualità non ne hanno prodotto alcuno.

Già studi precedenti erano arrivati a conclusioni molto simili: la musica di Mozart riduce infatti il livello di ansia nei pazienti con malattie coronariche, specialmente in coloro che sono stati colpiti da infarto. Come mai? Perché l’ascolto innesca nel cervello la produzione di endorfine, che migliorano non solo l’umore e il benessere, ma – stando ai risultati di una ricerca dell’Università di Nis, in Serbia – rafforzano anche l’endotelio, il tessuto che riveste i vasi sanguigni, con un effetto “protettivo” del sistema cardiovascolare.

Secondo uno studio italiano condotto all’ospedale di Piacenza, c’è un brano in particolare da far ascoltare a pazienti ipertesi. Si tratta dell’Adagio di Mozart dal Divertimento n. 7 K 205. Sembra che siano il ritmo e la frequenza di questa composizione a condizionare il rilassamento.

Ma non solo… lo studio “Mozart’s music in children with epilepsy”, pone in evidenza come l’ascolto di due ore giornaliere per un totale di 15 giorni, di una serie di musiche mozartiane riduce del 50% il numero totale di convulsioni nei bambini affetti da encefalopatia epilettica associata a paralisi cerebrale e resistente al trattamento farmaceutico.

C’è una specifica composizione a tal proposito che sembra più efficace delle altre sull’epilessia: la K448, ossia la Sonata in Re maggiore per due pianoforti. Oltre il 70% dei bambini con epilessia refrattaria hanno registrato una riduzione del 50% nelle frequenze convulsive dopo un minimo di sei mesi di ascolto, una volta per notte, della K448 di Mozart.

Non ci rimane allora che ascoltare questa straordinaria Sonata.

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