La vibrazione dell’anima

Capita sempre più spesso di sentirlo risuonare nelle strade che percorriamo. Ha affascinato molti musicisti di strada e tutti quelli che hanno il piacere di ascoltarlo.
La forma, il suono… tutto sembra richiamare l’Oriente, il Tibet, la meditazione e il rilassamento.
Eppure questo strumento musicale è stato creato nel cuore dell’Europa, a Berna, da due artigiani che hanno messo a frutto l’esperienza e la ricerca maturata studiando le percussioni etniche di varie parti del mondo.
Sto parlando dell’HANG, uno strumento musicale idiofono dove, cioè, il suono è prodotto dalla vibrazione del corpo stesso dello strumento, senza l’utilizzo di corde o membrane tese e senza che sia una colonna d’aria a essere fatta vibrare. Viene suonato con il polso, il palmo e le dita delle mani. La parola hang, nel dialetto di Berna, indica proprio la mano.

A livello strutturale è composto da due semisfere appiattite in acciaio temperato che, unite, gli conferiscono la tipica forma simile a un disco volante. Nella parte superiore troviamo una protuberanza centrale e sette piccole cavità laterali, la parte inferiore è liscia con un’apertura al centro. Queste sette cavità sono frutto del lavoro dell’artigiano che produce una scala intonata ad una nota diversa per ogni strumento. Essendo strumenti numerati in serie, la peculiarità sta nel fatto che ogni scala non ha una sequenza fissa ma ognuno avrà una scala musicale che differisce da tutti gli altri.

C’è qualcosa di misterioso nell’Hang che l’ha trasformato in una specie di Santo Graal per decine di migliaia di persone nel mondo. In un’intervista esclusiva, i suoi enigmatici creatori hanno raccontato i segreti del loro successo.
All’inizio,a partire dal 2000, lo strumento era venduto nei negozi di musica, ma la domanda è cresciuta così rapidamente che ben presto è stato impossibile farvi fronte. Per ridurre la domanda, hanno così deciso di cambiare le modalità di vendita.
Chiunque desiderava comprarlo doveva scrivere una lettera ai suoi creatori, spiegandone le ragioni. Migliaia di messaggi sono giunti da ogni parte del mondo.
Non c’è da stupirsi: la passione per l’Hang ha catturato non solo musicisti ma anche politici, neurologi, psicologi e appassionati di esoterismo.

Forse è l’intensità del suono ad attirare la gente. È come se si venisse colti da un turbine di emozioni e non sapendo cosa fare, si decidesse semplicemente di lasciarsi travolgere. Basta ascoltare poche note per iniziare a rilassarsi e sentire la pressione sanguigna calare. Alcuni dicono, addirittura, di provare meno dolore.

Scegliendo di limitare la produzione si è creata un’aurea mistica attorno allo strumento.
Con così pochi Hang ufficiali in circolazione sul mercato, le imitazioni sono spuntate come funghi. I creatori non hanno, infatti, brevettato la loro invenzione per tempo e oggi è ormai troppo tardi. Queste copie assomigliano, però, solo nella forma all’originale, ma non nel suono che producono. Il modo in cui viene lavorato il metallo è tutto particolare ed è il risultato di un intenso lavoro che i creatori hanno svolto insieme a diversi fisici durante tutta la fase di produzione. C’è un segreto racchiuso nella proprietà elastica dello strumento, nel tipo di onda diffusa. Un segreto che non può essere imitato.

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