John Grano d’Orzo

John Barleycorn (letteralmente John Grano d’Orzo) è un personaggio immaginario del folclore inglese, protagonista dell’omonima canzone, eseguita in innumerevoli versioni.
Nel gergo rappresenta la personificazione della birra e del whisky, prodotti entrambi derivati dall’orzo (in inglese barley).

john

John Barleycorn è la personificazione dello “spirito del grano”, che si trova in tutte le società agricole fino dalla preistoria.
Lo spirito del grano è la spiegazione mitica del mistero contenuto nel continuo rinnovarsi della vita: dai semi del grano vecchio (che muore) nascerà l’anno successivo il nuovo raccolto. E la nascita del grano nuovo, e quindi del cibo, fonte principale e quasi unica di sostentamento e vita nella civiltà contadina, non era certo un fatto secondario, e giustificava attenzioni particolari, fino in alcuni casi a sacrifici propiziatori rituali, in alcuni casi anche umani.

Ecco perché lo spirito del grano deve morire! Bisogna rispettare il ciclo della mietitura e della vita stessa. Il grano crescente doveva essere mietuto, quando finiva era finito il raccolto, il mietitore che mieteva l’ultimo covone simbolicamente uccideva il raccolto di quell’anno, e quindi uccideva lo spirito del grano, e quindi in qualche modo prendeva su di sé la sventura della fine della vita, della morte.
Ma lo spirito sarebbe rinato l’anno dopo, bastava sincerarsi che morisse in modo certo per garantirne la rinascita, e quindi doveva essere inscenata una uccisione simbolica e inappellabile, con le forme e la brutalità del sacrificio.
Le modalità simboliche dell’uccisione descritte nella canzone sono proprio quelle in uso nelle campagne inglesi del Devonshire e della Scozia fino ai primi decenni del ‘900.

Alcune curiosità…
John Barleycorn è il titolo e pseudo coprotagonista del libro di memorie di Jack London scritto nel 1913. “Ovunque la vita scorresse libera e grandiosa, gli uomini bevevano. Romanzo e Avventura sembravano sempre in giro a braccetto con John Barleycorn. Per conoscere i primi due, dovevo per forza di cose conoscere il terzo”. Questo ci racconta Jack London nella sua autobiografia “alcolica”.
La versione incisa nel 1968 dai Traffic di Steve Winwood è stata utilizzata nel 1997 da Gabriele Salvatores come colonna sonora del film Nirvana.

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