La ruggine non dorme mai

Kurt Cobain aveva ventisette anni, quando scrisse la sua ultima lettera. Ventisette anni, una moglie e una figlia amatissime, eppure indirizzò la missiva a Boddah, l’amico immaginario che aveva riempito la sua infanzia solitaria di figlio di divorziati. Nel messaggio di congedo gli rivelò di non riuscire più a provare nessuna emozione. E di amare troppo il genere umano, tanto da sentirsi «fottutamente triste».

Succede agli spiriti esageratamente sensibili che raggiungono vibrazioni d’amore così alte da risultare insostenibili. Ci ha provato Kurt a liberarsi da tutte le sofferenze, da tutte le paure, da tutte le paranoie, immergendosi completamente nella musica che vedeva come il suo personale Nirvana (letteralmente il termine deriva dal sanscrito e significa “cessazione del soffio o libertà dal desiderio”).

Della sua lettera di addio, si cita sempre la penultima frase. Là dove Cobain riprende il verso di una canzone di Neil Young, “My My, Hey Hey (Out of the Blue)“: “It’s better to burn out than to fade away” (È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente).

Il brano è uno dei più celebrati di sempre, conosciuto praticamente a memoria da ogni rocker che si rispetti. Il merito è sicuramente del testo enigmatico, poetico, incredibilmente filosofico ed incisivo. Già il titolo dell’album dove venne pubblicata questa canzone, “Rust Never Sleeps” (la ruggine non dorme mai), non può lasciare indifferenti. Una frase rubata da una pubblicità per un prodotto antiruggine, da cui Young fu letteralmente folgorato, tanto da farne il monito cardine del suo ragionamento: il tempo passa inesorabile, il rischio non è solo quello dell’invecchiamento fisico ma soprattutto quello della corrosione artistica, il rock, e l’onestà intellettuale che ne sta alla base, sono le uniche vie di salvezza.

Ecco spiegato il primo verso della canzone, rock n’ roll is here to stay / it’s better to burn out than to fade away (il rock ‘n‘ roll è qui per restare, è meglio bruciarsi in fretta che spegnersi lentamente), probabilmente uno fra i più famosi e incisivi di sempre. I versi di Neil esplicitano il timore di un imborghesimento artistico, dal quale è possibile tenersi lontani solo percorrendo con onestà la strada del rock, fonte di eterna giovinezza (concetto ribadito anche nell’ultima strofa della canzone, in cui Young canta : “rock ‘n’ roll can never die” ).

Ecco perché Kurt Cobain, poco prima di togliersi la vita, cita il verso “ it’s better to burn out than to fade away” : “ Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla…” – scrive il leader dei Nirvana. “A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco… ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.”

E a questa canzone deve aver pensato anche Eddie Vedder, quando in Immortality, la canzone dedicata all’amico Cobain, pronuncia il verso sublime: “Some Die Just To Live” (qualcuno muore proprio per vivere).

My My Hey Hey non solo traccia chiaramente i caposaldi della filosofia rock, ma in qualche modo ne racconta con efficacia anche la storia. Il verso “The King is gone but is not forgotten / This is the story of Johnny Rotten” riassume, meglio di qualsiasi saggio o enciclopedia di genere, trent’anni di rock. Il Re (The King) è ovviamente Elvis Presley, cioè la nascita e la diffusione del rock’ n’ roll, la grande tradizione americana. Ma ora c’è il Punk, bisogna narrare un’altra storia, la storia di Johnny Rotten, leader dei Sex Pistols. C’è una continuità fra le due grandi epopee che non può essere ignorata: da Elvis a Rotten, vecchi e nuovi eroi continuano a raccontarci una favola rock che vive tanto nel ricordo di un passato imprescindibile quanto nei fermenti creativi (e distruttivi ) della nascente leggenda punk (a cui Neil Young guardava con estrema attenzione e entusiasmo).

Ecco il testo tradotto di questa canzone struggente.

My My, Hey Hey (Out Of The Blue) / My my, hey hey (all’improvviso)
My my, hey hey
Rock and roll is here to stay
It’s better to burn out than to fade away
My my, hey hey

Out of the blue and into the black
They give you this but you pay for that
And once you’re gone you can never come back
When you’re out of the blue and into the black

The king is gone but he’s not forgotten
This is the story of a Johnny Rotten
It’s better to burn out than it is to rust
The king is gone but he’s not forgotten

Hey hey, my my
Rock and roll can never die
There’s more to the picture than meets the eye
Hey hey, my my

* * * *

My my, hey hey
Il rock and roll è qui per restare
È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente
My my, hey hey

All’improvviso nel buio
Ti danno una cosa ma paghi per quell’altra
E una volta andato non puoi più tornare indietro
Quando di punto in bianco sei nel buio

Il re se n’è andato ma non è dimenticato
Questa è la storia di un Johnny Rotten
È meglio bruciare in fretta che arrugginire
Il re se n’è andato ma non è dimenticato

Hey hey, my my
Il rock and roll non potrà morire mai
Nel quadro c’è più di quello che salta all’occhio
Hey hey, my my

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