tempestosi mari

Tim Buckley: un cantante inarrivabile. La sua voce: uno strumento che colpisce direttamente l’anima. Le sue composizioni sono testamenti emotivi di fortissima intensità.

C’è una sua canzone, in particolare, dove le correnti delle emozioni ci trascinano in tempestosi mari.

Song to the siren trae ispirazione dal mito delle sirene, esseri in grado di incantare i marinai e portarli alla follia; un mito ancestrale. Ma, laddove nell’opera classica la sirena rappresentava la metafora della passione nella quale l’uomo si perde senza poter opporre resistenza, nella canzone acquista un significato più ampio: la sirena evocata da Buckley è una sorta di donna angelicata e scevra di passioni terrene, un dolce rifugio in cui lasciar affondare la nave e abbandonarsi, un amore ‘alto’ ma dalla fine invariabilmente tragico.

Grazie a questa canzone ho conosciuto e mi sono appassionato a Buckley padre, arrivando quasi a preferirlo al figlio Jeff. Perché Tim ha una magia diversa… che si percepisce netta e inconfondibile in questo canto ai confini del mondo. La melodia e l’interpretazione sono tutt’uno con le parole scritte insieme al poeta Larry Beckett.

Una canzone che non è passata inosservata tanto da essere stata ripresa nel film enigmatico e affascinante “Strade perdute” di David Lynch.

Long afloat on shipless oceans
I did all my best to smile
til your singing eyes and fingers
Drew me loving to your isle
And you sang

Alla deriva in mari deserti
facevo del mio meglio per sorridere
fino a che le tue dita e i tuoi occhi ridenti
non mi hanno attirato verso la tua isola
e tu cantavi:

Sail to me
Sail to me
Let me enfold you
Here I am
Here I am
Waiting to hold you

“Fai vela verso di me
fai vela verso di me
lascia che ti stringa tra le mie braccia
io sono qui
io sono qui
ti sto aspettando per averti”

Did I dream you dreamed about me?
Were you hare when I was fox?
Now my foolish boat is leaning
Broken lovelorn on your rocks,
For you sing, touch me not, touch me not, come back tomorrow:
O my heart, o my heart shies from the sorrow

E’ stato un sogno o tu sognavi me?
Eri tu la lepre ed io ero la volpe?
Ora la mia stupida barca sta accostando
innamorati infelici (si sono) infranti suoi tuoi scogli
perché tu canti “non toccarmi, non toccarmi, ritorna domani”
oh il mio cuore, oh il mio cuore rifugge dal dolore

I am puzzled as the newborn child
I am troubled at the tide:
Should I stand amid the breakers?
Should I lie with death my bride?
Hear me sing, swim to me, swim to me, let me enfold you
Here I am, here I am, waiting to hold you

Sono confuso come un bimbo appena nato
sono turbato di fronte alla marea:
Rimarrò tra quelli che si sono infranti?
Mi stenderò con la morte come mia sposa?
Puoi ascoltarmi cantare: “Nuota verso di me, nuota verso di me, lascia che ti stringa tra le mie braccia
ti sto aspettando per averti”

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