Long distance

The Fish. Così era soprannominato Chris Squire.

Nato a nordovest di Londra, Squire era famoso per il suo stile di suonare il basso elettrico Rickenbacker. Per alcuni è stato lui a sdoganare il basso da strumento di accompagnamento a protagonista melodico e armonico.

Il soprannome The Fish sembra sia legato al fatto che fosse del segno dei Pesci e grande appassionato di astrologia. C’è però una versione leggendaria che lega tale appellativo a una stanza d’hotel allagata durante un tour.

Tra i tanti capolavori che ha lasciato insieme al supergruppo degli YES (Jon Anderson: voce, Chris Squire: basso, Steve Howe: chitarra, Rick Wakeman: tastiere, Alan White: batteria) c’è Long Distance Runaround tratta dall’album FRAGILE. Una tra le mie preferite.

Una ballad capace di concentrare quei talentuosi musicisti in qualcosa di unico, irripetibile ed eterno. Il brano parla della disillusione nei confronti della religione, le sue ipocrisie e le sue lotte di potere, vissute come esperienza personale dal cantante degli Yes quando, in giovane età, serviva le funzioni in chiesa.

Cosa c’è dietro ad ogni immagine sacra se non un uomo con tutte le contraddizioni che esso rappresenta?

 

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