credi nella primavera

Dicono che la malinconia sia una tristezza positiva, che culla e non tormenta… capace poi di far apparire, quando se ne va, il cielo più blu.

Questa è l’emozione che mi ha lasciato “You must believe in spring”, album imperdibile del grande pianista jazz Bill Evans.

Fin dalla prima traccia (“B Minor Waltz”, dedicata alla prima moglie Ellaine morta suicida) Evans disegna un percorso musicale lucido e doloroso, che attraversa stati d’animo diversi eppure segnati tutti dalla medesima fragilità.

Evans riflette sulla vita, sulle prove a cui ci chiama. In prima persona, questo grande artista, ha dovuto fronteggiare più volte, nella propria vita, la perdita. Prima con la moglie suicida, poi con la prematura scomparsa del fratello, cui era legatissimo (tanto da sopravvivergli per pochi mesi) senza considerare la tragica scomparsa dell’amico e collega Scott La Faro, talentuoso contrabbassista dei tempi del primo, straordinario trio con Paul Motian.

“Tu devi credere nella Primavera”, allora, sembra un’incitazione autoreferenziale, quasi che Evans stesse parlando con lo specchio. Quasi che volesse convincersi a non gettare la spugna, anche quando tutto induce a farlo. Un pensiero personale ma rivolto al tempo stesso a tutti noi. Un messaggio di speranza che commuove ed emoziona.

Tra i vari brani consiglio di ascoltare proprio la title track.
Una composizione straordinaria, indecisa tra malinconia e speranza, un crescendo emozionale ed emotivo di rara intensità.

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