Piacevolmente insensibile

Nell’estate del ’77 Waters viaggiava con lo psichiatra e gli raccontava del senso di distacco dalla tournée che i Pink Floyd stavano portando in giro. Era addirittura infastidito dai fan. Tanto che, qualche giorno prima, durante il concerto a Montreal, il bassista aveva sputato sul pubblico delle prime file colpevole solo di alzare un po’ la voce. Waters sentiva che in lui qualcosa stava cambiando. Nella sua testa nasceva l’idea di «The Wall».

Il muro cantato da Waters parte da lontano. Dalla prematura morte del padre avvenuta ad Anzio, durante la Seconda Guerra Mondiale, dall’influenza asfissiante di una madre iperprotettiva, dalla castrante, rigida e autoritaria educazione impartita ai giovani nelle scuole inglesi degli anni Cinquanta. «We don’t need no education», canta Waters, ma è proprio in quegli anni che nella mente di Pink (l’alter ego protagonista) si va costruendo, mattone dopo mattone, quel muro che lo isolerà dal resto del mondo e da se stesso. («All in all it’s just another brick in the wall»). Pink è una rockstar ma ormai la sua vita è sempre più chiusa negli angusti confini di una prigione dorata, il muro che lui stesso si è creato. Lì dietro si sente protetto ma allo stesso tempo è proprio il muro che lo conduce nelle braccia di un’anestetica e malinconica infermità mentale, nell’isolamento.

In Comfortably Numb è tempo per la rock-star di tornare alla realtà, a vivere, ed è nella prima riga del testo che entra in scena il “dottore”, che inizia a valutare le condizioni dell’uomo. La sua prima frase è: “Salve, c’è qualcuno là dentro?”

Comfortably Numb

Hello, is there anybody in there? Just nod if you can hear me. Is there anyone home? Come on, now, I hear you’re feeling down. Well I can ease your pain And get you on your feet again. Relax, I’ll need some information first. Just the basic facts. Can you show me where it hurts? There is no pain you are receding. A distant ship, smoke on the horizon. You are only coming through in waves. Your lips move but I can’t hear what you’re saying. When I was a child I had a fever My hands felt just like two balloons. Now I’ve got that feeling once again I can’t explain, you would not understand This is not how I am. I have become comfortably numb. Ok, just a little pinprick. There’ll be no more…aaaaaaaaah! But you may feel a little sick. Can you stand up? I do believe it’s working, good. That’ll keep you going through the show Come on it’s time to go. There is no pain you are receding. A distant ship, smoke on the horizon. You are only coming through in waves. Your lips move but I can’t hear what you’re saying. When I was a child I caught a fleeting glimpse Out of the corner of my eye. I turned to look but it was gone I cannot put my finger on it now The child is grown, the dream is gone. I have become comfortably numb.

Piacevolmente insensibile

Salve, C’è qualcuno là dentro? Annuisci se riesci a sentirmi C’è qualcuno in casa? Tirati su, ora Capisco che ti senta giù ma posso calmarti il dolore e rimetterti di nuovo in piedi Rilassati Innanzitutto ho bisogno di alcune informazioni Solo le cose principali Puoi mostrarmi dove ti fa male? Non c’è dolore ma ti stai allontanando Una nave lontana che fuma all’orizzonte Arrivi solo ad ondate Le tue labbra si muovono ma non sento cosa dici Da bambino sono stato malato Sentivo le mani gonfie come due palloni adesso provo quella stessa sensazione Non posso spiegartelo, non capiresti Questo non sono io Sono diventato piacevolmente insensibile Ok Solo una piccola puntura non ci saranno più “Aaaaah!” ma potresti avere un pò di nausea Ce la fai a stare in piedi? Credo che stia facendo effetto, bene Questo ti manderà avanti per tutto lo spettacolo Dai, è ora di andare Non c’è dolore ma ti stai allontanando Una nave lontana che fuma all’orizzonte Arrivi solo ad ondate Le tue labbra si muovono ma non sento cosa dici Da bambino ebbi una fugace visione con la coda dell’occhio Mi sono voltato, ma era già sparita Non riesco più ad evocarla Il bambino è cresciuto Il sogno è svanito Ed io sono diventato piacevolmente insensibile

Il medico pone delle domande a Pink nel tentativo di valutare la gravità della sua condizione. Cerca di rassicurarlo (“so che ti senti giù”) promettendogli che farà in modo di calmargli il dolore a patto di ricevere alcune informazioni ed in particolare i punti in cui sente male. La verità è che per Pink il dolore è ovunque e da nessuna parte, un profondo disagio annidato nella sua mente e sepolto al centro del suo essere. Pink è lontano, come il “fumo di una nave all’orizzonte“. Una nave alla deriva, ancora visibile ma allo stesso tempo fuori portata per ricevere qualsiasi forma d’aiuto. La sua mente vaga smarrita tra presente e passato. Si sente incapace di esprimere realmente se stesso e la sua situazione, per questo nel testo continua: “Non posso spiegartelo, non capiresti… questo non sono io“.

L’inciso si chiude con la frase che fa anche da titolo alla canzone: “Sono diventato piacevolmente insensibile”. A questo punto è chiaro come l’uomo abbia trovato la cura dal suo dolore rendendosi “insensibile” a qualsiasi emozione.

 

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