Il violinista del diavolo

“Finalmente sul palco comparve una figura scura, che sembrava sorta dall’Averno. Era Paganini nel suo abito di gala nero: la marsina nera e il panciotto nero, di un taglio atroce, come forse l’etichetta infernale li prescrive alla corte di Proserpina, i pantaloni neri ciondolavano paurosamente intorno alle sue gambe stecchite. Le lunghe braccia parevano allungarsi ancora quando egli teneva in una mano il violino e nell’altra l’archetto, così in basso che quasi toccavano terra mentre egli sciorinava dinanzi al pubblico i suoi inchini inauditi. Nelle contorsioni angolose delle sue membra v’era una terribile legnosità e nello stesso tempo qualcosa di pazzescamente animalesco, così che a quegli inchini ci prese una strana voglia di ridere; ma il suo volto, che al chiarore crudo della ribalta appariva ancora più cadaverico, in quel momento aveva qualcosa di così lacrimevole, qualcosa di così incredibilmente umile che una compassione atroce soffocava la nostra voglia di ridere…”

Così lo descrisse il poeta Heine, che lo incontrò e assistette a un suo concerto.

Il suo brillante modo di suonare venne attribuito a un “Faustiano” patto con il Demonio. Il compositore non negò mai queste illazioni, anzi, fece di tutto per incoraggiarle. Si presentava ai suoi concerti su di una carrozza nera a sua volta trainata da quattro cavalli dello stesso colore. Era pallido come un cadavere e vestiva sempre di nero, con i capelli lunghi, neri e mossi. Camminava storto come fosse zoppo con una spalla più alta dell’altra.

Ciò che rese famoso Paganini in tutto il mondo non fu soltanto la sua indubbia capacità tecnica, ma piuttosto l’abilità nel cercare e creare suoni dalle suggestioni magiche, nello stregare il pubblico a lui devoto e nel rievocare atmosfere remote dalle forti connotazioni misteriche.  Ai suoi concerti non era raro il verificarsi di quelli che potremmo definire oggi: i primi casi di infatuazione collettiva. Svenimenti, malori…

In questo video, tratto dal film “Il violinista del diavolo”, si possono cogliere bene le atmosfere che era capace di creare, giocando su effetti speciali, illuminazioni. Tutto era studiato per accentuare il mistero e le dicerie sulla sua figura.

Aggiungo, come proposta di ascolto, questa canzone tratta dall’album Garrett vs Paganini. Proprio Garrett ha interpretato Paganini nel film “Il violinista del diavolo”.

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