Echoes

 

Echoes: una delle mie canzoni preferite. La migliore, a mio avviso, dei Pink Floyd.
Un testo poetico, intenso avvolto da armonie profonde e intime.
Un brano molto complesso che nacque casualmente. Mentre Wright stava suonando il pianoforte amplificato filtrato da un Leslie (altoparlante ruotante), una nota andò in risonanza, un feedback. All’ascolto la band pensò che quelle sonorità fossero interessanti e ci lavorò sopra. Essendo casuale, la possibilità di riprodurre lo stesso suono era praticamente vicina allo zero, quindi decisero di mettere all’inizio del brano proprio quel suono registrato in quel giorno.
Un poema sonoro, con testo fantascientifico e atmosfere surreali.

“Echoes” si intitolava inizialmente “Return To The Sun Of Nothing” ( “Ritorno al Sole del Nulla” ) e venne eseguita per la prima volta, con questo titolo, il 15 maggio 1971 al “Garden Party” del Crystal Palace di Londra. La traccia segna una svolta importante nelle tematiche trattate dai Pink Floyd: l’attenzione della band, che ha lentamente abbandonato l’immaginario psichedelico caro a Syd Barrett, si sposta verso la dimensione umana e i problemi di interazione che la contraddistinguono.

Ma qual è il suo significato?
“Echoes” , dirà Waters in un’intervista, fu il tentativo di descrivere “il potenziale che gli esseri umani hanno di riconoscere l’umanità presente nel prossimo e rispondere a questa con empatia piuttosto che disinteresse”.

Credo che il brano descriva appunto il potenziale che l’uomo ha e che è rimasto inespresso, soffocato dalle ambizioni, dalla ricerca di successo, di potere e di denaro. L’intera canzone è un invito alla meditazione per ricongiungerci all’universo, alla piena armonia. Un invito a ricercare l’essenziale a puntare alla condivisione, alla solidarietà abbandonando il nostro individualismo.

“Strangers passing in the street By chance two separate glances meet And I am you and what I see is me”

Questi versi sono emblematici: due stranieri guardandosi si rendono conto di essere un unico soggetto che vive la realtà “soggettivamente”, una realtà che andrebbe abbandonata per mettere da parte tutti gli egoismi. Si parla di ricercare l’empatia universale.
Nella prima parte del testo si parla dell’esistenza umana, dove tutti si pongono domande e dove alcuni ci provano, provano a cercare la luce, le risposte.

And no-one knows the wheres or whys
But something stirs and something tries
And starts to climb towards the light

 

Credo che l’evoluzione stessa del testo e della musica simboleggi un cammino iniziatico, una ricerca spirituale che evolve nota dopo nota.

Questo è un video stupendo, realizzato dalla bbc. Un modo originale e insolito per gustare pienamente questo capolavoro.

Testo

Overhead the albatross hangs motionless upon the air
And deep beneath the rolling waves
In labyrinths of coral caves
The echo of a distant time
Comes willowing across the sand
And everything is green and submarine.

And no-one called us to the land
And no-one knows the wheres or whys
But something stirs and something tries
And starts to climb towards the light

Strangers passing in the street
By chance two separate glances meet
And I am you and what I see is me
And do I take you by the hand
And lead you through the land
And help me understand the best I can

And no-one calls us to move on
And no-one forces down our eyes
And no-one speaks and no-one tries
And no-one flies around the sun

Cloudless everyday you fall upon my waking eyes
inviting and inciting me to rise
And through the window in the wall
Come streaming in on sunlight wings
A million bright ambassadors of morning

And no-one sings me lullabies
And no-one makes me close my eyes
And so I throw the windows wide
And call to you across the sky

TRADUZIONE

In alto l’albatro sta immobile sospeso nell’aria,
E sotto nel profondo delle onde oscillanti, In labirinti di grotte coralline,
L’eco di un tempo remoto, giunge tremante attraverso la sabbia,
Ed ogni cosa è verde e sottomarina.
E nessuno ha mostrato noi alla terra,
E nessuno conosce i dove o i perché,
Qualcosa si agita e cerca qualcosa
Inizia a salire verso la luce.

Estranei passano nella strada, per caso due diversi sguardi si incontrano,
Ed io sono te, e ciò che vedo sono io.
Ed io ti prenderò per mano, e ti condurrò attraverso la terra,
E aiutami a capire meglio che posso.

E nessuno ci chiama per far passare,
E nessuno ci costringe ad abbassare gli occhi
E nessuno parla, e nessuno prova,
E nessuno vola intorno al sole.

Limpida, ogni giorno ricadi sotto i miei occhi nel momento in cui si svegliano,
Invitandomi ed incitandomi ad alzarmi.
Ed attraverso la finestra nel muro,
Arrivano ondeggiando in ali di luce solare, un milione di ambasciatori splendenti del mattino.

E nessuno mi canta le ninne nanne,
E nessuno mi fa chiudere gli occhi,
E allora spalanco le ampie finestre, e chiamo te, attraverso il cielo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...