How deep is the ocean?

Til I Die.

Una canzone magica, che adoro. Una delle più belle scritte dal genio Brian Wilson.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Brian, l’ispirazione per la canzone gli giunse dopo una serata passata da solo in spiaggia a tarda notte. Così Wilson raccontò la genesi della composizione:
«Ultimamente, ero depresso e preoccupato circa l’idea della morte… Guardando verso il mare, la mia mente, come quasi sempre faceva in ogni ora di ogni giorno, cercò di trovare una risposta alle incongruenze che dominano la mia vita, il dolore, il tormento, la confusione, e la splendida musica che ero stato in grado di creare. Esisteva una risposta? Non avevo più nessun controllo su di me? Lo avevo mai avuto? Mi sentivo come un naufrago disperso su un’isola esistenziale, perso nel profondo delle tenebre che si estendono al di là delle onde che si infrangono verso l’altro lato della terra. L’oceano era così incredibilmente vasto, l’universo era così immenso, e improvvisamente mi sono visto in proporzione a tutto ciò, come un granello di sabbia, una medusa galleggiante sulla superficie dell’acqua, in balia della corrente, mi sentii sminuito, precario, insignificante. Il giorno dopo iniziai a scrivere ‘Til I Die, forse la canzone più personale che abbia mai scritto per i Beach Boys… Nel fare ciò, volli ricreare le ondate di emozioni che mi avevano sommerso in spiaggia la notte precedente».


Il brano venne scritto nel corso di svariate settimane di elaborazione dato che Wilson cercava la maniera più adeguata per esprimere le emozioni che aveva provato in merito alla sua riflessione esistenziale. Come egli stesso spiegò: «Mi sedevo al piano, sperimentando con ritmi e sequenze di accordi, cercando di emulare il suono delle onde dell’oceano e di raffigurarne musicalmente la grandiosità. Volevo che la musica riflettesse la solitudine di una zattera nel mezzo del Pacifico. Volevo che ogni nota suonasse come se scomparisse nell’immensità dell’universo».


Wilson dichiarò che la strofa che inizia con le parole: «I’m a cork on the ocean…» fu la prima frase che gli venne in mente quando si accinse a comporre il brano liricalmente. Nel testo, Wilson paragona se stesso a un tappo di sughero nell’oceano, a una roccia franata, e a una foglia in una giornata ventosa, vedendosi come un oggetto piccolo e insignificante, senza speranza, mosso lontano da forze oltre la sua comprensione. La risposta alle frasi del testo: «How deep is the ocean? How long will the wind blow?» (“Quanto è profondo l’oceano? Quanto a lungo soffierà il vento?”) è data dal titolo stesso del brano, ‘Til I Die (“Fino alla mia morte”).


“‘Til I Die”

I’m a cork on the ocean
Floating over the raging sea
How deep is the ocean?
How deep is the ocean?
I lost my way
Hey hey hey

I’m a rock in a landslide
Rolling over the mountainside
How deep is the valley?
How deep is the valley?
It kills my soul
Hey hey hey

I’m a leaf on a windy day
Pretty soon I’ll be blown away
How long will the wind blow?
How long will the wind blow?
Ohhhh

Until I die
Until I die
These things I’ll be until I die
These things I’ll be until I die
These things I’ll be until I die

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