Chopin è rock

L’anima di Chopin è racchiusa nei suoi Preludi: le composizioni per pianoforte che più mi emozionano. La più grande pianista russa del Novecento, Marija Judina, li definì: “cicli di morte e resurrezione“.

Tutto il mondo interiore, tutto l’immaginario di Chopin, passano in queste brevissime composizioni (l’intera esecuzione dei 24 preludi dura meno di un’ora. Alcuni di questi durano pochi secondi). Qui Frédéric racconta il suo cuore, sussurrando nel vento, l’amore per le sue donne, i mari caldi, la desolazione di Varsavia.
Finestre sul cielo.

Concedetevi 50 minuti e sentirete vibrare tutte le corde dell’arpa della vostra anima. Garantito!
Il più grande interprete dei preludi?
Per me, Sokolov.

Preludio op 28 .n4

Ascoltate la cover di Jimmy Page. Geniale l’utilizzo dell’archetto di un violino! Ditemi se questo non è grande rock!

Altri bellissimi preludi…

Chopin – Preludio op. 28 n. 15 “La goccia”

Commento di Luigi Giussani
“….Improvvisamente ho capito… Ho capito che il tema del pezzo non è la musica di primo piano, la melodia immediata, tenera e suggestiva .. non era l’audizione istintiva del pezzo che faceva emergere la verità del pezzo. La verità dei quel pezzo è una cosa assolutamente monotona, tanto monotona è una sola nota che si ripete continuamente, con qualche leggera variazione, dal principio alla fine. Ma quando uno si accorge di questa nota, è come se il resto – e così deve essere- passasse, non in seconda linea, ma ai margini, diventando come la cornice di un quadro. Nel quadro c’è questa nota, il quadro è fatto solo di questa nota, che diventa come una fissazione, e così, dal principio alla fine, si è come percossi continuamente da questa fissazione.
E io ho capito, senza poterlo pronunciare in un discorso, ho intuito allora di che si trattava. Ho detto: Così è la vita! Questo pezzo è bellissimo perché è il simbolo della vita. Nella vita l’uomo è percosso dalle cose che lo inteneriscono più istintivamente, che istintivamente gli piacciono, gli sono di comodo, di gusto… Insomma, domina l’istinto, l’immediato, il facile, il travolgente. Invece la vita è una cosa che sta al di là della musica di primo piano: è una nota sola dal principio alla fine, da quando si è fanciulli a quando si è vecchi. Una nota sola. Quando ci si accorge di questa nota non la si perde più, non si può più perderla, resta una fissazione. Ma è una fissazione che rende saggi, è la fissazione che fa il sapiente, è la fissazione che fa l’intelligente, è la fissazione che fa l’uomo: è il desiderio della felicità. Quella è la nota che dal principio alla fine domina e decide del significato di tutto il brano di Chopin; questa è la nota che decide dal principio alla fine cos’è la vita dell’uomo: è la sete di felicità. Qualunque cosa ti piaccia, qualunque cosa ti attiri, qualunque cosa desideri, al momento ti fa lieto, ma dopo passa. Ma c’è una nota che rimane intatta, pur con qualche leggera mutazione; dal principio alla fine rimane intatta nella sua profondità e nella sua semplicità assoluta, e, nella sua univocità, domina la vita: la sete di felicità…..”

The Prelude Op. 28, No. 20
“Could It Be Magic” è una canzone di Barry Manilow che riprende quasi integralmente il preludio. Una delle mie canzoni preferite. Barry ha dichiarato di averla composta dopo una serata “a base di vino” e di non essersi reso conto di aver ripreso gli accordi di Chopin… una sorta di plagio non voluto.
Confrontate voi le due esecuzioni…

Spirits move me, every time I’m near you
Whirling like a cyclone in my mind
You’re my life line, angel of my lifetime
Answer to all answer I can find

CHORUS:
Baby I want you come, come, come into my arms
Let me feel the wonder of all of you
Could it be magic now, now, now and hold on fast
Could this be the magic at last

Baby take me high upon a hillside
High up where the stallion meets the sun
I could love you build my world around you
Never leave you till my life is done

TRADUZIONE
Delle forze mi posseggono ogni volta che ti sono vicino
girando vorticosamente nella mia mente
tu sei il fine della mia vita,il mio angelo
la risposta a tutte le risposte che potrei cercare

Amore ti voglio, vieni, vieni, vieni tra le mie braccia
fammi godere di tutta la meraviglia che c’è in te
Sarebbe magico ora, ora, ora muovendoci al più presto
potrebbe essere magico questo fino alla fine

Amore portami sulla cima di una collina
dove uno stallone è più vicino al sole
io potrei amarti e costruire il mio mondo intorno a te
non lasciarti mai fino alla fine dei mie giorni

Delle forze mi posseggono ogni volta che ti sono vicino
girando vorticosamente nella mia mente

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